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Imperium News

L’atteggiamento non verbale più chiaro del poker: il nervosismo

Lasciamo i noncombat tell, ma continuiamo ad approfondire il magico mondo dei comportamenti non verbali toccando un altro concetto fondamentale, forse ancor più potente: il nervosismo.

Il nervosismo genuino è molto difficile da fingere. Nella stragrande maggioranza dei casi, se pensate che il vostro avversario sia nervoso, lo è e basta: non è una messa in scena. Ma questo vuol dire che ha una mano forte o una mano debole?

Chi è nervoso sta bluffando?

Molti giocatori pensano che il nervosismo sia tipico di chi sta bluffando. D’altra parte, quando sai che stai bluffando e che l’attenzione di tutti è rivolta verso di te, qualcosa scatta, giusto? Alcuni player sono così nervosi quando bluffano che a malapena respirano.

Perciò, un giocatore che ha una mano debole è più probabile che mostri nervosismo rispetto a un giocatore con una mano forte? Di solito no!

Questo vale in particolar modo nel limit poker, ma nel NLHE, acronimo di No Limit Texas Hold’em? Viene da pensare che quando ci si gioca un piatto grosso in bluff, l’alta tensione sia normale, e che invece quando si ha una mano forte si riesca ad essere più calmi. 

Ma ancora una volta, non è così.

Limit o No Limit, non fa differenza

Anche nel poker no limit, esiste una tendenza piuttosto diffusa ad apparire calmi quando si bluffa. In un certo senso, è come indossare una maschera, o interpretare una parte. Ma nascondere nervosismo cercando di comunicare calma non è sempre un atto consapevole. Spesso, è un gesto che chi bluffa fa istintivamente, nel timore di essere scoperto.

Interpretare male il nervosismo può essere un errore molto costoso nel poker. Ecco perché è fondamentale capire ciò che fa tremare un giocatore, ciò che lo rende agitato e ciò che lo rende impaziente. Non è esattamente la stessa cosa.

Quando un giocatore chiude un punto molto forte, magari inizia a tremare. In generale si tratta di un rilascio di tensionee non dovrebbe essere scambiato per preoccupazione.

Un esempio lampante

Se un giocatore ha una mano forte, ha già puntato e sta aspettando il vostro call, potrebbe iniziare a ticchettare nervosamente con la punta delle dita sul tavolo: un atto di inconsapevole impazienza, non certo di nervosismo.

Se questo stesso giocatore, a parità di dinamiche, dovesse puntare ma senza iniziare a ticchettare, potete essere quasi certi che in quel caso o sta bluffando, o non è affatto sicuro della forza della sua mano.

Ricordate: i giocatori danno volontariamente segnali di nervosismo solo quando sanno di non correre veri pericoli, perché viceversa faranno il meno possibile per attirare l’attenzione.

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