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Imperium News

Le origini delle parole che usiamo di più, dal flop al river

Più di una volta, magari durante le nostre sessionilive oppure online, ci siamo chiesti con una certa curiosità, quali sono le origini delle terminologie più utilizzate al tavolo del poker moderno.In questo pezzo ci occuperemo dell’etimologia delle varie “strade” che compongono il board e sulle quali avvengono le puntate dei giocatori impegnati. Il modo più semplice per trovare i significati più diretti di parole come flop turn e river, è quello di mettere le mani sul traduttore di google e, se non avete una certa dimestichezza con la lingua inglese, scoprire abbastanza facilmente che la parola “Flop” significa letteralmente fiasco, o insuccesso, Turn può trovare diritto di cittadinanza nelle parole “turno”, o più semplicemente darle il significato verbale di “to turn”, quindi girare, e “River”, molto semplicemente “fiume”.
Ma non è esattamente così. A una ricerca un po’ più approfondita, la parola flop assume toni quasi onomatopeici, visto che alcuni storici del poker, la riconducono al suono che il dealer fa emettere alle prime tre carte che stende sul panno. La cosa è ovviamente curiosa, anche perché con l’ingresso dei panni moderni tale operazione non emette praticamente nessun suono. È abbastanza chiaro che parecchi decenni fa la comodità che esiste adesso non c’era ed è quindi molto probabile che l’operatore addetto alla distribuzione delle prime tre carte, doveva adoperarsi su un piano di legno, o di una superficie tutt’altro che silenziosa. Basterebbe pensare al flop come a un insuccesso per capire che la cosa c’entri davvero poco con il nostro gioco. Il turn ha invece a che fare con le corse dei cavalli e la relativa pista sulla quale venivano e vengono tutt’ora effettuate. Chi ci legge avrà senza dubbio a mente come è composta una pista e la parola turn veniva utilizzata per dare un nome a quella parte che immetteva i cavalli e i loro fantini nel rettilineo conclusivo, gioia e dolore di molti scommettitori. Nel poker, il turn è quella carta che immette i giocatori sul rettilineo dell’ultima puntata. River, infine, è senza dubbio la più curiosa. Chi mastica qualche nozione di storia del poker, sa che esso è stato importato negli Stati Uniti, in tutta quella zona coperta dal fiume Mississippi, sul quale veleggiavano per trasporti di merci e persone, i famosi battelli che lo percorrevano. Alla fine dell’ottocento questi battelli erano carichi di bari che facevano la spola da una parte all’altra del fiume, i quali, di mestiere, facevano i taroccatori dell’ultima carta, quella decisiva, quella che assegnava definitivamente il piatto. La parola river fa capo alla fine che facevano questi truffatori quando venivano scoperti e cioè un bel tuffo sul “fiume”.

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