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Punta di diamante in casa Imperium, il Joe di Maggio del poker, è Giorgio Botter.

Il Tournament Director proclamato Sir, dirige l’impeccabile staff della casa, garantendo il massimo della qualità e della professionalità tra i tavoli.
Ma come nasce Giorgio Botter? Come si diventa Giorgio Botter? E chi sarebbe Giorgio Botter senza il poker? Siamo andati a scoprirlo per voi, tra confidenze e aneddoti pokeristici.

Classe 1965, nato sotto il segno dell’ariete, e anche sotto una buona stella, Botter si avvicina alle carte più o meno come tutti, per amore del gioco! Vuoi il vivere in una zona strategica per vicinanza ai casinò di confine, vuoi la forte amicizia con Pagano, Giorgio si ritrova a frequentare sempre più spesso il circolo dell’amico. Sì, circolo.. si parla di club privati, di ritrovi quasi tra pochi intimi, dove si gioca per vera passione. E all’epoca il Texas hold’em non è ancora in voga, si gioca all’italiana.
Botter fa il percorso completo, da player, a dealer, a floor, a td. Una lunghissima gavetta che ha regalato tante soddisfazioni e tante trasferte, anche se, dalle sue origini attorno al 2006, fino al 2011 circa, l’Italia è stata cuore pulsante della variante più amata (non per niente, è stato l’unico floorman ad aver lavorato come interno in tutti i casinò italiani!).
Ricorda sorridendo quando Negreanu chiede a un dealer di mostrare delle carte foldate, il quale imbarazzatissimo fa un cenno indicandolo, e il player, di risposta, in modo scherzoso, gli copre gli occhi richiedendo di mostrarle. Racconta dei tour promozionali a fianco di vere e proprie star come Ronaldo e Buffon, di giornate intere con loro, di eventi così numerosi e così pieni di adrenalina da far venire il batticuore.
Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa del suo percorso lavorativo, se esiste una via più “breve” per arrivare al suo livello, e in totale sincerità ci ha detto che le soddisfazioni arrivano coi sacrifici, e le conoscenze arrivano con l’impegno, perciò no, non esiste alcun corso, se non per imparare le basi. Poi tutto dipende da noi.
La maggiore difficoltà del suo lavoro? Cercare di creare uniformità nell’interpretazione del TDA, ma, come lui stesso confessa, con collaboratori di così alto livello, non è poi così complicato.
E, per quanto LA NOTTE DEGLI ASSI sia oramai il torneo più conosciuto a casa Imperium, tuttora sente l’elettricità nell’aria quando si avvicina l’evento. Il più tosto da gestire? Forse La Casa delle Carte, ma con una squadra così non si può aver paura!

Ma voi, ve lo immaginate senza completo nero, in “borghese”? Ebbene.. da buon veneto, ama il vino e il buon cibo, si diletta in cucina (a suo dire fa degli ottimi primi piatti), e ama passare del tempo a tavola. Se questa passione non avesse avuto la meglio, probabilmente sarebbe a capo dell’azienda di famiglia. Ma poi.. cosa sarebbe il poker senza “Harry Botter il mago dei TD”?

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