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Imperium News

Se le tabelle non servono più…

Il cambiamento che subisce il poker moderno ormai da qualche anno a questa parte, è sempre più frequente e repentino e le linee che mettono in campo i giocatori più forti al mondo, vengono studiate e seguite praticamente all’unisono dai rivali. 

Questo capita ovviamente nel poker online, visto che quotidianamente questi giocatori si sfidano in tutte le arene offerte dalle poker room. 

Nel poker live questo tipo di accorgimenti hanno un ritorno un pochino più lento, anche se, pensateci i giocatori più forti del mondo sono, in maggioranza, anche quelli che vincono online. 

Un ventennio di cambiamenti

Ora pensate a quanti e quali cambiamenti, possano essere intervenuti in un lasso di tempo più ampio, come ad esempio l’ultimo ventennio. 

Pensate solo alle size di apertura e di 3Bet, al modo di riconoscere i tell, all’aggressività spasmodica che riguarda tutte le strade, flop turn e river. 

A cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, tutta una serie di giocatori di qualità, scrissero libri importanti che rimasero per tanti anni sugli scaffali del giocatore medio, pronti ad essere rispolverati per capire se a fine sessione, si era fatta la scelta giusta. 

La reperibilità delle informazioni

Oggi le info sono reperibili con maggiore facilità, internet, i devices, la possibilità di comunicare, sono diventate azioni che abbiamo sotto mano senza dover uscire di casa per andare in libreria. Essa è immediata

Uno dei più illuminati precursori del poker moderno, David Sklansky, mise a punto una delle prime teorie matematiche applicate al poker a la sua tabella fu presa come punto di riferimento per milioni di giocatori da tutto il mondo. 

Sklansky scrisse più una dozzina di libri e fu probabilmente il primo a scavare un fosso tra i comportamenti empirici dello stare al tavolo e la mera ricerca del profitto conseguito attraverso formule e rilevazioni matematiche derivanti dai comportamenti e dalle frequenze dei nostri rivali. 

La Tabella di Sklansky

La famosa tabella di Sklansky è il primo punto da cui partire: 8 gruppi di tutte le mani di partenza del Texas Hold’Em, catalogate a seconda della posizione da cui esse vengono distribuite. 

Parliamo di 8 gruppi poiché se la mano rientrava nel nono, essa non doveva nemmeno essere presa in considerazione. 

Oggi quel concetto è obsoleto, da late position i giocatori più bravi, a seconda di chi agisce sui Bui, non lasciano al caso nulla, nemmeno le trash hands.

La domanda, quindi, è: quella tabella va ancora considerata per il gioco moderno? 

La risposta è no, se siete dei giocatori che hanno già fatto qualche passettino in avanti, ma se siete dei totali novizi, la tabella di Sklansky può aiutarvi nel riconoscere la forza iniziale delle mani.

Ma fate attenzione, sul web e su altri canali diretti, le mani di partenza e la loro equity, le trovate adattate al poker di questi anni. 

Buona ricerca!

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